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mix & mastering
Das Ende der Dinge è il nome della struttura in cui svolgo le
operazioni
di editing, mixaggio e mastering che mi vengono affidate.
Si tratta di una locuzione tedesca
che significa "la fine delle cose" e visto
che spesso me lo si chiede aggiungo che lo spunto per questa
denominazione giunge
da un curioso esempio di meta-telefilm: all'interno di un vecchio
episodio di Derrick (Die Rolle seines Lebens, 1986) si gira
infatti uno sceneggiato che si intitola proprio Das Ende der
Dinge, ecco il frame
del ciak che mi ha ispirato. Qui di seguito entro più nel dettaglio delle procedure di
mix e mastering di cui mi occupo in dEdD.
Mix
In questa pagina riassumo alcuni cenni generali inerenti alla
procedura di mixaggio, la complessità della questione e
soprattutto le
peculiarità di ciascuna produzione consigliano di individuare il
modus
operandi adatto in maniera mirata per ogni progetto.
Nel caso in
cui le registrazioni non siano ancora state effettuate sarà
opportuno cominciare con una fase preparatoria che preveda scambi di
opinioni
e prospettive tra l'artista o il gruppo e me seguita
dall'approfondimento dei dettagli tecnici da discutere via mail o
telefono con il fonico
dello studio prescelto. Il mio supporto sia prima che durante le
riprese ha lo scopo di aiutare ad impostare al meglio le fasi di
registrazione e di dare indicazioni utili riguardo alla scelta delle
attrezzature da impiegare
ed al posizionamento dei microfoni con l'intento di ottimizzare al
massimo la fase di acquisizione delle tracce ed indirettamente anche
quella di mix che seguirà.
A riprese
ultimate mi si fanno avere le registrazioni su supporto ROM o via web,
chi non disponesse di un server in cui caricare i files può trovare
qualche suggerimento per il loro inoltro nell'area upload.
La prima
mossa sarà la preparazione delle sessioni di mix, il check di quanto
ricevuto e
l'applicazione
di un editing di massima, occasioni per ascoltare approfonditamente il
materiale. Quindi parte una prima fase di confronto, ci
si scambiano impressioni, aspettative, idee su possibili
caratterizzazioni
sonore e qualsiasi altra considerazione utile alla migliore riuscita
possibile del disco in lavorazione.
A questo punto comincia la fase di mix vero e
proprio, nel caso di un disco full-length in una ventina di giorni si
dovrebbe disporre del mixaggio "REV_A" dell'album che nella
terminologia che ho adottato identifica
la mia interpretazione di ciascun brano con ogni dettaglio (interventi
di eq,
aggiustamenti di timing ed intonazione di voce ed
eventuali seconde voci, effettistica varia, possibili "special fx",
scelta degli ambienti e dei riverberi più
appropriati, affinamento delle
compressioni, gestione del fronte stereofonico etc.)
soppesato e messo a punto
secondo la mia sensibilità mediata da certi standard
oggettivi che non
è consigliabile eludere. Prima fase di mastering compresa,
per avere un
ascolto quanto più possibile vicino a quello che
potrà essere il
risultato finale. La produzione e l'artista ascoltano il "REV_A"
prendendosi tutto il tempo necessario per farsene un'opinione precisa,
solo dopo gli opportuni scambi di pareri interni mi si comunica la
lista
delle modifiche che dovessero essere gradite. Si approda al "REV_B", a
seguire ulteriore fase di verifica e se tutto è ok si passa alla
preparazione
del master finale definitivo, altrimenti ci può stare anche
un'ultimissima fase
di micro ritocco ("REV_C").
Nelle operazioni di mix solitamente
preferisco comprendere (a titolo gratuito) anche il mastering e
la preparazione del PMCD per
scongiurare il rischio che le attenzioni e le cure avute in mixaggio
possano
essere vanificate da trattamenti inappropriati.
Mastering
Processo
conclusivo di
ogni produzione audio, il mastering si propone di
valorizzare al meglio i mixaggi realizzati individuandone
pregi e lacune ed operando gli interventi necessari per esaltare i
primi e minimizzare le seconde. In altre parole lo scopo
è quello di fare in modo che ogni registrazione raggiunga il suo
massimo
potenziale, obiettivo che non coincide con quello del mixaggio ma che
ne integra in modo significativo l'efficacia.
Più nello specifico in sede di mastering si evidenzia il
carattere sonoro di ciascun brano per mezzo di equalizzatori e
processori dinamici di alta precisione, si
correggono
eventuali problemi di fase e si interviene su qualsiasi aspetto
timbrico o dinamico che richieda provvedimenti specifici. L'apice dei
processi di mastering è
l'applicazione di limiter multibanda in grado di mantenere
la gamma dinamica originaria evitando
distorsioni indotte. La messa a punto della corretta transizione tra
segnale non
processato e segnale limitato congiuntamente all'impostazione di tempi
di attacco e rilascio calcolati in relazione ai BPM di ciascun pezzo
assicurano risultati calibrati, trasparenti e musicali pur permettendo
di raggiungere elevati livelli di volume finale per essere in linea con
gli standard attuali. Nel contesto di un CD audio completo inoltre
durante il mastering si cura che i vari brani siano coerenti per
livello e risposta in frequenza rendendo piacevole l'ascolto
dell'intero album e si appronta la tracklist definitiva applicando le
dissolvenze richieste (fade in, out, cross) ed inserendo le
distanze desiderate tra una traccia e l'altra.
Un
interessante procedimento alternativo al mastering convenzionale è
quello che chiamo Evo mastering: differisce dal primo per l'essere
svolto operando non sui mixaggi stereo ma su più stems separati. La
precisione degli interventi applicabili aumenta considerevolmente ma
con essa - viste le maggiori variabili in gioco - anche i tempi
necessari per la lavorazione e per le opportune controverifiche da
parte dell'artista, aspetto da tenere presente in caso di deadline di
consegna ravvicinata.
Due parole sul PMCD: si tratta del supporto da cui gli impianti di
replicazione ricavano il glass
master per la stampa industriale. Viene scritto con macchine dedicate
in conformità al Red Book stilato da
Philips
e Sony e contiene i codici P e Q previsti oltre ad eventuali
UPC/EAN identificativi dell'album ed ISRC relativi a ciascun brano. Nel
PMCD vengono inserite le informazioni CD-TEXT, standard che consente
la visualizzazione del nome dell'artista, titolo del disco e dei
singoli pezzi sul display dei lettori che lo supportano. Sarà
fornito
in due copie, una contrassegnata dalla dicitura "PMCD" in box
sigillato, verificata e testata in tempo reale e da consegnarsi
all'impianto di
duplicazione ed una identica ma
etichettata come "PMCD copy" per effettuare gli ascolti, ulteriori
copie e qualsiasi altro test. Tutto ciò a puro titolo
introduttivo, per informazioni più specifiche
consultate la
pagina delle faq
oppure contattatemi.
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