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faq mastering



In che formato dobbiamo farti avere il materiale, e con quali modalità?

I mixaggi dei brani possono essere ottenuti direttamente da un sequencer audio e quindi salvati su hard disk in formato file oppure da riversamento su registratore stereo digitale o analogico. Nel primo caso, in ordine decrescente, i formati da preferire sono .WAV, .AIF o .SD2 con risoluzione 32, 24 o 16 bit e frequenza di campionamento pari a 96, 44.1 o 48 KHz, inseriti in CD-ROM (Hybrid o ISO 9660), DVD-R o DVD+R preferibilmente con nomi conformi allo standard DOS (8 caratteri seguiti dai 3 dell'estensione, separati da un punto). In alternativa al supporto fisico, specie per operazioni urgenti oppure riguardanti singoli brani o mini CD, è percorribile la via dell'inoltro telematico: consultate l'area upload per maggiori info in proposito. Se avete mixato su registratore DAT potete spedire la cassetta mentre nel caso di impiego di registratori stereo analogici (Ampex, Studer, Tascam con nastri da 1/2 pollice o da 1 pollice) è preferibile che la digitalizzazione dei brani sia effettuata leggendo il nastro con la stessa macchina con cui è stato registrato. In mancanza dei supporti elencati è accettabile anche il CD audio. Ecco l'indirizzo "terrestre" a cui inviare i brani da masterizzare (previo accordo via e-mail o tel): Mauro Andreolli c/o das Ende der Dinge, via Laurence Feininger n.1 - 38100 Trento (TN). Dall'area download è scaricabile un modulo - valido come conferimento d'incarico - in cui riassumere tutti i dati che mi saranno utili nel corso della lavorazione. Lo si può compilare a video ed inoltrare in .PDF al mio indirizzo e-mail oppure stampare, completare ed allegare alla spedizione del materiale.


Stiamo per mixare, hai qualche consiglio da darci in prospettiva mastering?

E' preferibile che i mix in digitale abbiano il picco massimo attorno a -1.5 / -1.0 dB in modo che rimanga un certo headroom per gli interventi successivi. Evitate di inserire compressori o limiter sul master a meno che non sappiate perfettamente quello che state facendo. Se lavorate in dominio digitale niente dithering, effettuate i mixdown alla stessa risoluzione delle vostre sessioni. Non normalizzate i files dei mix e non applicate dissolvenze di alcun tipo ma scrivetene le caratteristiche desiderate in un file README.TXT da allegare ai mixaggi o ad una e-mail.


Le schede tecniche in download sono referti di esami audiometrici, cosa significa?

In un'epoca (ed in un paese) in cui le dotazioni tecniche sono in molti settori l'unica credenziale esibita e vengono sfruttate a mo' di paravento dietro cui celare incompetenza ed approssimazione il mio intento è quello di richiamare l'attenzione sulla componente umana. E - per estensione - sulla cura, sulla sensibilità, sulle attenzioni e sul rispetto da cui chi si accosta ad opere altrui non può prescindere. Peraltro il mio paio d'orecchi, assieme alle fide Sennheiser HD25 e a due o tre iLok con le autorizzazioni dei miei programmi e plug-ins preferiti sono gli unici strumenti che mi porto appresso nelle mie trasferte quando seguo produzioni o registrazioni in studio... In ogni caso per i più curiosi e concreti aggiungo qui qualche informazione sulla configurazione di das Ende der Dinge: l'ossatura del sistema è una rete di 5 unità Mac con diversi OS, dotazioni software mirate e funzioni differenziate. Piattaforma di riferimento è Pro Tools™ di Digidesign® potenziato con vari bundles di terze parti sia per gli interventi timbrici che dinamici. Nella pagina dei links ci sono i collegamenti diretti ai siti degli sviluppatori e distributori con cui ho rapporti di collaborazione o dei quali ho l'appoggio.


Possiamo partecipare alle sessioni di mastering?

Il metodo di lavoro di das Ende der Dinge, affinatosi molto negli ultimi anni, è basato su una buona interazione durante le varie fasi del mastering che si concretizza in confronti di opinioni e posizioni tecnico-artistiche ed in ascolti di estratti significativi del materiale masterizzato via internet prima della scrittura del PMCD. Questo, unitamente al fatto che i diffusori 3 vie impiegati in mastering sono assai "fuori standard" (tanto preziosi per chi li conosce quanto fuorvianti alle orecchie di chi è abituato allo stereo di casa, all'impianto HI-FI della propria auto o ai "morbidi" monitor audio che si usano in mix) rende di fatto poco utile la partecipazione fisica dell'artista o del gruppo ai momenti cruciali della messa a punto degli interventi timbrici e dinamici. Numerose precedenti esperienze hanno infatti dimostrato come sia determinante una verifica del risultato finale del mastering condotta in tempo pressoché reale da parte degli artisti o della produzione non in un ambiente sconosciuto per mezzo di apparecchiature inconsuete ma direttamente da un CD audio scritto con samples (appena scaricati dal mio server) delle parti cruciali di uno o più brani del disco in lavorazione. Ed ascoltato senza l'assillo del timer di uno studio di mastering ma con la serenità e l'obiettività richieste da quella che in definitiva è l'ultima delle varie fasi che portano all'uscita di un disco (das Ende der Dinge, appunto).


Abbiamo sentito parlare del tuo "Evo Mastering", di che cosa si tratta?

E' una procedura che ho applicato per la prima volta sul disco di Francesco C (Mescal, 2001) in collaborazione con il produttore di quel lavoro, Roberto Vernetti. Consiste essenzialmente nell'attuare il mastering da submixes anziché dal mix stereo ed è una mossa che in certe situazioni si rivela molto proficua, specie quando chi mixa i pezzi teme per qualche precisa ragione tecnica che il mastering possa introdurre ulteriori assestamenti nelle proporzioni tra i vari strumenti. Di solito consiglio di preparare i submixes di base ritmica (batteria, percussioni, loops elettronici), basso, chitarre, eventuali synths o samples o special FX ed infine voce/i. Dal punto di vista del mastering nel caso per esempio di presenza di risonanze delle pelli inferiori di tom e timpani oppure di esubero di S, Z e consonanti taglienti in genere sulla voce o ancora di eccessiva "cupezza" di una chitarra acustica a fronte di piatti e charleston fin troppo frizzanti può essere un metodo molto efficace per operare con la precisione e la profondità necessarie sul submix senza che la cosa possa avere ripercussioni indesiderate sugli altri strumenti. Va anche detto che inevitabilmente questa procedura aumenta le variabili in gioco perché di fatto si demandano a chi fa il mastering anche le decisioni finali relative agli equilibri tra gli strumenti (e quindi sarebbe meglio imboccare questa via quando si hanno tempistiche comode che consentano una accurata controverifica da parte della produzione, dell'artista o della band). Rispetto ad operazioni più "convenzionali" l'Evo Mastering ha un costo maggiore come evidenziato in calce al prospetto scaricabile dall'area download.


Quali altre informazioni ti sono necessarie?

Contestualmente ai pezzi da masterizzare è opportuno che mi si inoltrino i titoli definitivi degli stessi, il nome del gruppo/artista/progetto e il titolo dell'album. Questo perché grazie al formato CD TEXT tali informazioni vengono salvate nel PMCD da cui si ricaverà il glass master per la stampa e scorreranno quindi sul display dei lettori compatibili. E' inoltre importante che mi si metta al corrente dell'ordine definitivo dei pezzi sin dalle prime fasi del lavoro assieme ad annotazioni riguardanti distanze tra i brani ed eventuali montaggi o dissolvenze da effettuare. Nel caso in cui l'etichetta discografica abbia attribuito un codice UPC o EAN all'album e/o codici ISRC ai singoli brani dovrete trasmettermeli al più presto, anch'essi vanno inseriti nel PMCD in fase di mastering. Molti impianti di stampa richiedono che il PMCD sigillato in jewel case riporti esternamente il numero di catalogo del supporto. A differenza di UPC, EAN e ISRC il n. di catalogo non è facoltativo, dovrà essere presente anche in caso di autoproduzioni, se ancora non lo avete stabilitene uno e comunicatemelo. Allo scopo di raccogliere tutti questi dati in modo chiaro ed inequivocabile ho predisposto il modulo di conferimento d'incarico che trovate nell'area download. Solitamente inoltre a lavori ultimati cito nella pagina dei dischi i CD alla cui preparazione ho contribuito, se vi fa piacere mandatemi un piccolo .JPG della copertina e comunicatemi etichetta, distribuzione e indirizzi internet vari.


Pensavamo di includere un video nel CD, cosa dobbiamo sapere?

Eventuali files video andranno inseriti nel CD master dopo la scrittura della parte audio in una partizione ibrida ISO9660 leggibile sia su Windows che su Macintosh e Linux. Il formato da privilegiare è il .MPG per la trasversalità decretata dalla sua larga diffusione in internet; i formati .AVI e .WMV sono poco graditi al mondo Mac (specie con Mac OS pre-X) per la mancanza di codex e player aggiornati mentre quello .MOV pare non sia molto amato dal mondo Windows. Una valida alternativa alla semplice sessione con il file video è lo sviluppo di un "mini-sito" in linguaggio HTML consultabile con qualsiasi browser su ogni piattaforma nel quale sarà possibile comprendere filmati, files audio, animazioni Flash, immagini e testi. Meglio evitare invece gli eseguibili .EXE, non funzionanti su Mac OS. Sempre al fine di ottenere la massima compatibilità con i sistemi più diffusi è consigliabile adottare lo standard DOS per i nomi dei files e della partizione, otto caratteri seguiti dai tre dell'estensione separati da un punto e senza spazi, meglio se tutto in minuscolo o tutto in maiuscolo. Es: video.mpg, ti_amo.avi, VIDEOCLP.MOV. Per calcolare approssimativamente lo spazio disponibile considerate che il master per la riproduzione industriale ha una capacità di 648 MB. A questa cifra sottraete circa 5 MB per le chiusure delle due sessioni e 10 MB per ogni minuto di audio.


I brani masterizzati usciranno anche su vinile, tecnicamente cambia qualcosa?

Le peculiarità fisiche del supporto in vinile obbligano ad attenersi in fase di mastering a caratteristiche di ampiezza di risposta in frequenza e di limite dinamico leggermente inferiori a quelle consone per un CD audio (40Hz - 16kHz contro i 20Hz - 20kHz del CD). Già in fase di mix sarebbe inoltre opportuno aver cura di evitare controfasi od eccessive aperture stereofoniche nella gamma delle medio-basse, rimanendo quanto più possibile in mono sotto i 125 Hz. La stereofonia là dove i cicli sono particolarmente ampi può infatti comportare anomalie del solco che provocano il salto della puntina.


Quanto tempo è necessario per avere il master?

Considerate che - imprevisti permettendo - il mastering di un disco full-lenght richiede circa 6/8 giorni, compresa la fase di verifica da parte dell'artista/gruppo ed un'eventuale correzione di tiro successiva. Ai fini dell'ottimizzazione dei tempi è essenziale che già in partenza abbiate le idee chiare riguardo ad ordine dei brani, distanze da inserire tra gli stessi ed eventuali montaggi o fades da applicare in tracklist. Il PMCD per la riproduzione industriale sarà poi spedito all'indirizzo da voi indicato nel modulo di conferimento d'incarico tramite raccomandata di Poste Italiane unitamente ad una sua copia ed alla playlist cartacea. A spedizione effettuata vi comunicherò via e-mail il numero di tracking con cui potrete monitorare gli spostamenti del pacco dalla pagina http://www.poste.it/online/dovequando/raccomandata.shtml


Vogliamo inserire un credit per il mastering, cosa scriviamo?

I miei credits standard, rispettivamente per note in italiano ed inglese, sono
masterizzato da Mauro Andreolli c/o das Ende der Dinge, dedd@mauroandreolli.com
mastered by Mauro Andreolli at das Ende der Dinge, dedd@mauroandreolli.com
ma sentitevi liberi di adattarli all'impostazione adottata per le altre note di copertina.


Quali sono i costi? E qual è la modalità di pagamento?

Ogni operazione è un caso a sè ma per avere un'idea di massima dei costi a cui andate incontro potete consultare il prospetto disponibile nella già citata area download. Se siete interessati ad un mastering chiedete un preventivo personalizzato scrivendomi su dedd[at]mauroandreolli.com, sono infatti previste piccole "attenuanti" per dischi autoprodotti e lavori promozionali non destinati alla commercializzazione. Le cifre comprendono materiali di consumo e spese di spedizione. A fine lavoro preparerò una fattura pro-forma in .PDF (un'anticipazione della fattura che verrà emessa in un secondo momento, non ha alcun valore fiscale e viene usata unicamente per informare il committente sull'entità del compenso da versare) che invierò via e-mail a chi dovrà provvedere al pagamento; conterrà in calce le istruzioni per il saldo via CCP o accredito bancario. A bonifico avvenuto sarà emessa la fattura definitiva con data coincidente a quella del movimento contabile.
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