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mix & mastering
Das Ende der Dinge è il nome della mia mix
& mastering suite.
Si tratta di una locuzione in tedesco
(i due sostantivi "Ende" e "Dinge" si scrivono infatti con l'iniziale
maiuscola e la ġ è occlusiva velare sonora come
quella di "gatto", "spago") che significa "la fine delle cose". Visto
che spesso me lo si chiede aggiungo che lo spunto venne da un fulgido
esempio di meta-telefilm, un episodio de L'ispettore Derrick intitolato
"La carta su cui puntare" (Die Rolle seines Lebens, 1986) il cui
protagonista è un attore impegnato nelle riprese di un film
ed
ovviamente sospettato di omicidio. Il film in questione si chiamava Das
Ende der Dinge, una splendida inquadratura del
ciak
(solo recentemente rintracciata grazie all'amico Roby) è rimasta
indelebile nella mia memoria per quasi vent'anni dalla messa in onda
italica. Fatte queste doverose (?) premesse aggiungo qui di seguito
qualche nota relativa alle operazioni di mixaggio e di mastering che
vengono portate a termine nella mia struttura.
Mix
Questi
sono solo alcuni cenni generali inerenti alla
procedura di mixaggio, la complessità della questione e
soprattutto le
peculiarità di ciascuna produzione suggeriscono di mettere a
punto il
modus operandi in maniera mirata per ogni progetto.
Nel caso in
cui le registrazioni non siano ancora state effettuate sarà
opportuno
che si cominci da una fase preparatoria che preveda scambi di opinioni
e prospettive tra l'artista o il gruppo e me seguita dalla messa a
punto dei dettagli tecnici da discutere via mai o tel con il fonico
dello studio prescelto. Il mio supporto sia prima che durante le
riprese ha lo scopo di aiutare ad impostare al meglio le operazioni di
studio e di indirizzare nella scelta delle apparecchiature da impiegare
e nel posizionamento dei microfoni con l'intento di ottimizzare al
massimo la fase delle riprese sia dal punto di vista qualitativo
(d'ogni mancanza o leggerezza in questa fase si paga poi il fio con gli
interessi durante il mixaggio) che da quello economico.
A riprese
ultimate mi si fanno avere le tracce su supporto CDR o DVD-R con una
misura di click in testa per facilitarne l'allineamento. La mia prima
mossa sarà la preparazione delle sessioni di mix e
l'applicazione
dell'editing di massima, occasioni per ascoltare approfonditamente il
materiale. Qui scatta una prima fase di confronto, sempre via mail ci
si scambiano impressioni, aspettative, possibili caratterizzazioni
sonore e qualsiasi altra considerazione utile alla migliore riuscita
del disco.
A questo punto comincia la fase di mix vera e
propria, nel caso di un disco full-lenght in un paio di
settimane si dovrebbe approdare al mixaggio "REV.A" che
rappresenterà
la mia interpretazione dell'album, con ogni dettaglio (tipo di delay su
certe parti di voce, aggiustamenti di timing e intonazione di voce ed
eventuali seconde voci, possibili "special fx" su certe parti di
chitarra, scelta degli ambienti e dei riverberi più
appropriati, delle
compressioni, dei posizionamenti nell'apertura stereofonica...)
soppesato, consapevolmente manipolato e messo a punto
secondo la mia sensibilità mediata da certi standard
oggettivi che non
è consigliabile eludere. Prima fase di mastering compresa,
per avere un
ascolto quanto più possibile vicino a quello che
potrà essere il
risultato finale. La produzione/l'artista/la band ascolta il "REV.A"
prendendosi tutto il tempo necessario per farsene un'opinione precisa.
Dopo gli opportuni scambi di pareri interni mi si inoltra la lista di
tutte le modifiche che dovessero essere gradite. Si approda al "REV.B".
Ulteriore fase di verifica e se tutto è ok si passa alla
preparazione
del mix definitivo, altrimenti ci può stare anche
un'ultimissima fase
di micro ritocco ("REV.C").
Nelle operazioni di mix solitamente
preferisco comprendere (a titolo gratuito) anche le successive fasi di
editing e mastering e la preparazione del PMCD per la stampa per
scongiurare il rischio che le attenzioni e le cure avute in mix possano
essere vanificate da un mastering inappropriato. Per qualsiasi dubbio o
richiesta non esitate a scrivermi.
Mastering
Processo
finale di
ogni registrazione professionale, il mastering si propone di
valorizzare al meglio i mixaggi realizzati in studio individuandone
pregi e lacune ed operando gli interventi necessari per esaltare i
primi e contenere le seconde. In altre parole lo scopo del mastering
è fare in modo che ogni produzione raggiunga il suo massimo
potenziale, obiettivo che non coincide con quello del mixaggio ma che
ne integra in modo significativo l'efficacia.
Più nello specifico in sede di mastering si evidenzia il
carattere sonoro di ciascuna traccia per mezzo di equalizzatori e
processori dinamici di alta precisione e qualità, si
correggono
eventuali problemi di fase o di apertura stereofonica, è
possibile enfatizzare il calore di un brano aggiungendo nuove
sub-armoniche alle frequenze fondamentali del mix rendendolo
più
pieno e vitale. L'apice dei processi di mastering è
l'applicazione di limiter multibanda look-ahead in grado di mantenere
la gamma dinamica degli stili musicali odierni minimizzando la
distorsione indotta. Ogni sample del brano "sotto i ferri" passa da tre
stadi di limiting per beneficiare del miglior peak-processing
possibile. La messa a punto della corretta transizione tra segnale non
processato e segnale limitato congiuntamente all'impostazione di tempi
di attacco e rilascio calcolati in relazione ai BPM di ciascun pezzo
assicurano risultati calibrati, trasparenti e musicali pur permettendo
di raggiungere massimi livelli di volume finale per essere in linea con
gli standard attuali. Nel contesto di un CD audio completo inoltre
durante il mastering si cura che i vari brani siano coerenti per
livello e risposta in frequenza rendendo piacevole l'ascolto
dell'intero album. Si appronta la tracklist definitiva applicando le
dissolvenze richieste (fade in, out e crossfade) ed inserendo le
distanze desiderate tra un brano e l'altro. E' inoltre possibile
l'aggiunta di ghost tracks o di partizioni rom con files multimediali o
presentazioni interattive.
Il CD master - più propriamente PMCD o CD premaster -
è
il CD-R da cui si ricava il glass master per la stampa industriale.
Esso viene scritto in conformità al Red Book stilato da
Philips
e Sony e contiene tutti i codici P e Q previsti oltre ad eventuali
UPC/EAN identificativi dell'album e ISRC relativi a ciascun brano.
Vengono inoltre inserite le informazioni CD-TEXT, formato che consente
la visualizzazione del nome dell'artista, titolo del disco e titoli dei
singoli pezzi sui display dei lettori compatibili. Sarà
fornito
in due copie, una contrassegnata dalla dicitura "PMCD" in jewel case
sigillato, testata in tempo reale e da consegnarsi all'impianto di
duplicazione unitamente ad una copia della tracklist ed una identica ma
etichettata come "PMCD copy" per effettuare gli ascolti, ulteriori
copie e qualsiasi altro test. Tutto ciò a puro titolo
introduttivo, per informazioni più specifiche consultate la
pagina delle faq o scrivetemi una e-mail.
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